sabato 28 luglio 2012

La verità sulla chiusura di Megavideo e Megaupload

Mentre iniziano a circolare voci relative ad una possibile cancellazione di tutti i dati presenti sui server di Megavideo e Megaupload, si indaga sui motivi che hanno portato al sequetro dei domini e dei dati presenti sul network Megaworld di Kim “Dotcom”, intervento che ha visto addirittura l’intervento dell’FBI. La ragione diffusa ed autoevidente, infatti, è il fatto che i due popolari siti di file e video sharing venissero utilizzati per la condivisione di materiale protetto da copyright e, pertanto causando milioni di dollari di perdite in tutti il mondo per le major cinematografiche, discografiche e produttrici di software.
La domanda che sorge spontanea, a questo punto però è: come mai, invece, altri popolarissimi siti di file sharing,
come Rapidshare (addirittura più frequentato di Megaupload), come Mediafire etc. siano ancora vegeti e funzionanti? Esiste forse una ragione seconda, celata dietro all’arresto di Kim “Dotcom”?
Effettivamente, per quanto la notizia sia stata evidentemente pompata per indurre anche gli altri siti di sharing all’auto-chiusura (dicendo, ad esempio, che il proprietario del network rischia ora 50 anni di carcere), esiste un retroscena celato, che potrebbe essere la vera ragione per la quale si è scelto di sequestrare proprio Megaupload e Megavideo, estromettendo Kim “Dotcom” dal business.
Megaworld, infatti, era il network di sharing più innovativo e stava per introdurre sul mercato una novità rivoluzionaria nel mondo del copyright come lo conosciamo. Tramite due nuovi siti dal nome “Megabox” e “Megakey“ artisti e produttori, cioè i VERI proprietari di copyright (perchè le produzioni loro dovrebbero appartenere, non alle major che che li pubblicizzano in cambio di gran parte dei compensi) avrebbero guadagnato direttamente, e  molto, da ogni download, rendendo il file sharing LEGALE: gli artisti e produttori, avrebbero caricato volontariamente (quindi fine della pirateria) i file sul sito per permettere agli utenti di scaricare gratis i loro film, canzoni, software, ottenendo comunque un lautissimo compenso (pagato da Megabox e Megakey, cioè da Megaworld), ottenuto tramite gli introiti pubblicitari e gli abbonamenti premium.
In pratica, Megaworld sarebbe andato a fare concorrenza (aggiungeremmo noi, eliminando) alle major, creando un sistema più che mai meritocratico: artisti e produttori col maggior numero di download avrebbero ottenuto compensi maggiori.
Tutto ciò, evidentemente, avrebbe reso obsolete le etichette discografiche, le major cinematografiche, iTunes… coloro, cioè, che guadagnano pubblicizzando e rivendendo il prodotto che gli artisti gli affidano, manovrando così il mercato ed i desideri del pubblico.
A perderci, alla fine, sono tantissimi artisti emergenti ed i tanti artisti già famosissimi, come Lil Wayne, Chris Brown, Kim Kardashian, Kanye West, che sostenevano il progetto di Kim Dotcom, desiderosi di nuovi sistemi più moderni dell’obsoleto copyright.
(Fonte: FBMagazine)

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